Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento d'inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni.
Là dove sei diretto non ci sogno sentieri, né piste, solo il tuo istinto. Hai seguito i segnali e alla fine sei arrivato. Adesso devi fare il gran tuffo nell'ignoto e scoprire da solo chi ha torto, chi ha ragione, chi sei tu veramente.
La scoperta di nuovi mondi non ti porterà
solo felicità e saggezza,
ma anche tristezza e paura.
Come puoi apprezzare la felicità
senza sapere cos'è la tristezza?
Come puoi raggiungere la saggezza
senza affrontare le tue paure?
Alla fine, la grande sfida della vita consiste
nel superare i nostri limiti,
spingendoci verso luoghi in cui mai
avremmo immaginato di poter arrivare.
La canzone della mia estate. Non perchè è un tormentone o cose del genere. Ma perchè il testo è un chiaro invito a superare i momenti difficili, ad alzarsi, a mettere un piede davanti all'altro e a correre di nuovo. Sia in senso fisico che metaforico.
Don’t give up, You’re gonna see tomorrow That you’ll be on your feet again Sometimes the world’s gonna knock you over But you will see who you are your friends
Come on, stand, up again Come on, stand, Stand, you’re gonna run again
Your faith and patience will be your soldiers To guide you through your troubled times Just put one foot in front of the other The battles are inside your mind You have the power to face your demons No matter how they go on time And rid yourself of your fear and weakness So you can start to live your life
Come on! stand, up again
Come on, stand, Stand, you’re gonna run again
Come on! stand, up again Come on, stand, Stand, you’re gonna run again
Pick up your will And put on your face If you need to, just take my hand It’s time to demonstrate, don’t hesitate Just get up and say: Yes, I can
Stand, up again Come on, stand, Stand, you’re gonna run again
Stand, up again Come on, stand, Stand, you’re gonna run again
perdersi per Città del Messico in un taxi vecchio e puzzolente senza aria condizionata e in balia di un vecchio cieco e probabilmente anche ceco vista l'ignoranza totale delle strade della capitale
dimenticare in hotel il sombrero più bello del mondo, conquistato dopo una lunga e vittoriosa lotta rivoluzionaria per l'abbassamento del prezzo
avere la febbre del venerdì sera
venir rapiti da un tour turistico che ti porta a vedere scimmie addestrate fintamente affamate e orde di turisti che scimmiottano popolazioni indigene scalando piramidi abbandonate
rimanere con un lavandino intero in mano e rendersi conto di non poter chiedere aiuto perché si è nudi
rompere il palo della doccia dopo aver cambiato camera (visto che nell'altra non c'era più il lavandino)
ritrovarsi una mano sanguinante dopo il tuffo dalla barca e pensare "oh cacchio, adesso arrivano gli squali!"
farsi prendere dal panico in mare aperto e cercare di annegare la pamela anderson dei poveri
accusare federica pellegrini di tentato annegamento mentre si fa il morto...
non riuscire a ricordarsi come si chiamano le quesadillas nemmeno dopo averle mangiate a pranzo e cena per 15 giorni
stimare la propria compagna di viaggio perché la rottura del lavandino e il relativo cambio di stanza hanno portato ad avere ben 2 rotoli di carta igienica
gioire perché fare la domenica delle palme con le palme vere è bello come avere due rotoli di carta igienica in bagno
innamorarsi di un MARIACO
rendersi conto che la propria opinione vale come un rovo su per il culo
credere che correo sia una capitale europea
ordinare un tè alla manzanilla per scoprire che in realtà è camomilla
ordinare per la prima volta del cibo messicano convinti che sia pollo e ritrovarsi a mandar giù trippe
essere costretti a mangiare due gelati perché c'è il 2x1
constatare che in fondo va TODO BIEN e che i messicani... EPPURE SONO FELICI!